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Cambiare una password può sembrare una questione piuttosto banale, soprattutto per chi si definisce un utente esperto e navigato del mondo informatico, ma con l’adozione di nuove interfacce grafiche, nuovi menù e gestione online degli applicativi, anche le operazioni più basilari possono nascondere qualche insidia di troppo. L’esempio più pratico è proprio eseguire tale operazione in ambiente Microsoft Office 365, in modo particolare, quando l’account è quello dell’amministratore, laddove il semplice “Reimposta le password utente” non può essere effettuato, come invece può essere fatto in un normale profilo. Anche cercando su Google a volte non si riesce a trovare alcun aiuto, pur sfruttando tutto il suo sapere digitale, men che meno con le FAQ di Microsoft, che spiegano “la qualunque”, tranne, ovviamente, ciò che serve al caso in quel determinato momento. Però, la soluzione al problema esiste ed è sufficiente seguire questi pochi semplici passaggi per trovarla con successo: 1. Innanzitutto, è necessario effettuare la login con la propria utenza e password al portale Office 365: https://portal.office.com/; 2. Successivamente, si dovrà interagire con il menù delle impostazioni (posto in alto a destra), selezionando “Impostazioni di Office 365“; 3. Ci si troverà quindi all’interno delle impostazioni generali dell’account, dove comparirà anche la possibilità di cambiare la password; 4. Selezionando l’opportuna voce e seguendo le indicazioni a video sarà quindi possibile selezionare una nuova password per l’account specifico con la quale si è effettuata la login, anche se questo risulti essere l’account amministratore. Attenzione! Nel qual caso non fossero state indicate, in fase di impostazione account, eventuali numeri telefonici e mail di contatto aggiuntive, queste saranno richieste come obbligatorie per poter procedere al cambio password; sino a che tali informazioni non verranno correttamente indicate, l’operazione non potrà essere eseguita e non andrà quindi a buon...

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L’attacco più lungo registrato da Kaspersky Lab nel terzo trimestre del 2015 è durato 320 ore senza interruzioni, quasi due settimane. Questo è uno dei risultati del nuovo report trimestrale sugli attacchi DDoS, basato sul monitoraggio costante delle botnet e sull’osservazione di nuove tecniche utilizzate dai criminali informatici. Tra i risultati registrati: •Gli attacchi DDoS hanno fatto vittime in 79 paesi in tutto il mondo. I primi tre paesi colpiti con maggiore frequenza sono: Cina, USA e Corea del Sud. •Più del 90% degli attacchi ha avuto una durata inferiore alle 24 ore ma il numero di attacchi con durata superiore alle 150 ore è in continuo aumento. •Il numero più alto di attacchi che ha colpito la stessa vittima è 22 e sono stati rivolti a un server situato nei Paesi Bassi. •Anche i cybercriminali, come tutti, vanno in vacanza. Agosto, infatti, è stato il mese più tranquillo del trimestre dal punto di vista degli attacchi rilevati. •Il numero delle botnet basate su Linux è rilevante: rappresentano fino al 45,6% di tutti gli attacchi registrati da Kaspersky Lab, a causa della scarsa protezione e di una maggiore capacità di banda. •Le banche sono spesso target di attacchi complessi e richieste di riscatto. •Attacchi meno complessi ma comunque pericolosi sono diventati meno costosi da realizzare. Il report del terzo trimestre del 2015 dimostra che gli attacchi DDoS sono altamente localizzati. Il 91,6% delle vittime è localizzato in 10 paesi nel mondo, sebbene Kaspersky Lab abbia registrato attacchi che hanno preso di mira i server di 79 paesi in totale. E’ significativo sottolineare come gli attacchi DD0S abbiano origine dagli stessi paesi. Cina, USA e Corea del Sud occupano le prime tre posizioni sia come principali fonti da cui partono gli attacchi più frequenti sia come obiettivo degli stessi. Nel caso di altre associazioni di cybercrime, che si concentrano su crimini quali il furto di carte di credito, è stato osservato che operano anche lontano dal proprio Paese di residenza, questo però non è il caso degli attacchi DDoS. Maggiori dettagli sulla distribuzione geografica e sulle altre caratteristiche degli attacchi DDoS, registrati dal sistema di DDoS intelligence di Kaspersky Lab, si possono trovare nel report completo pubblicato su Securlist.it . “Sulla base di ciò che abbiamo rilevato, non è possibile individuare una direzione precisa verso la quale l’attività sotterranea degli attacchi DDoS stia andando. Quello che invece risulta evidente è che la minaccia sia in crescita in tutto il mondo. Abbiamo registrato attacchi molto complessi rivolti alle banche a cui veniva richiesto un riscatto per ripristinare il servizio, ma abbiamo anche registrato metodi di attacco nuovi e low cost progettati...

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Citrix ha annunciato di avere apportato importanti miglioramenti a NetScaler, il controller per la distribuzione delle app che, ogni giorno, ottimizza l’esperienza utente per il 75% degli utenti Internet. Grazie alle nuove funzionalità di Unified Gateway, infatti, i clienti possono consolidare la sicurezza ai confini della rete e offrire accesso remoto in modo semplice e unificato alle applicazioni aziendali implementate nel data center aziendale o dal cloud, su una gamma di dispositivi diversi. Mentre il settore si sta orientando verso un’ottica di network software-defined (SDN), Citrix aiuta le aziende a far sì che gli utenti restino connessi alle applicazioni in modo economico, sicuro e rapido, dando vita a un’esperienza utente avanzata su qualsiasi dispositivo e ovunque. L’evoluzione del network software-defined pone alle aziende una nuova sfida: capire come rendere più agili le proprie applicazioni all’interno della rete, non essendo più confinate a un data center tradizionale, ma posizionate su cloud oppure offerte come servizio. Alla luce di questa nuova realtà, la visione di Citrix per quanto riguarda la rete di distribuzione del workspace richiede che le aziende considerino l’automazione della rete, si concentrino sull’esperienza dell’utente finale e rivalutino i tradizionali costi operativi per la tecnologia che supporta le applicazioni. Citrix supporta questa automazione della rete con partnership importanti, che consentono ai clienti di disporre di un modo efficace per introdurre la virtualizzazione e la flessibilità del software nei propri data center. Le tecnologie Citrix, tra cui NetScaler e CloudBridge permettono la distribuzione sicura ed economica delle applicazioni e dei dati a tutti gli utenti, in qualsiasi momento e ovunque perché possano rispondere alle esigenze del business. Tra i clienti che utilizzano le soluzioni di rete di Citrix si annoverano Cornerstone Home Lending, Inc. e Royal Caribbean Cruise Lines, Ltd. “Come società internazionale, una delle nostre preoccupazioni principali è la capacità di offrire coerenza e affidabilità globale nei nostri call center, nazionali e internazionali” ha affermato Jeanine Graham-Bellamy, Direttore Technology di Royal Caribbean Cruise Lines, Ltd. “Grazie a CloudBridge e NetScaler, ora siamo in grado di velocizzare le prestazioni per gli utenti finali in un ambiente più affidabile. Citrix ci supporta nello svolgimento delle nostre attività, rendendo immediatamente disponibili le informazioni necessarie per i nostri ospiti, visitatori e agenti di prenotazione”. Citrix ha presentato inoltre i seguenti prodotti di networking per la distribuzione globale di workspace mobili più semplici e affidabili. NetScaler con Unified Gateway favorisce la sicurezza al confine della rete La nuova versione offre interessanti vantaggi per l’azienda e per l’utente, tra cui un’esperienza utente ottimizzata grazie a un singolo portale che permette di accedere a qualsiasi tipo di applicazione. Altri benefici offerti riguardano la flessibilità di utilizzo...

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Ideata da un gruppo di hacker russi noti come Dark Purple, si chiama USB Killer 2.0 ed è una chiavetta in grado di bruciare in pochi secondi qualsiasi dispositivo elettronico! Questa penna usb è praticamente uguale a quelle usate per l’archiviazione di dati, ma quello che fa al pc è tutt’altro che utile, distruggendo buona parte dell’hardware. Come funziona? Sfrutta un ciclo continuo di sovratensioni elettriche, assorbendo elettricità direttamente dalla porta usb del dispositivo fino ad immagazzinare 220 volt nei condensatori, per poi scaricare l’energia contro l’apparecchiatura. Un attacco fisico che si ripete fino a quando la scheda madre non è completamente bruciata. Per assicurare la reale efficacia della pennetta killer, Dark Purple ha anche pubblicato un video dimostrativo su YouTube, in cui un normale pc viene manomesso in pochi attimi, con chip delle porte usb e motherboard resi inutilizzabili. Al momento non è ancora chiara l’entità dei danni alla parte hardware, ma i dati contenuti nell’hard disk dovrebbero rimanere intatti. Questo è il video...

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L’annuncio lo dà Symantec attraverso il suo blog: sta arrivando in Europa Dridex, malware finanziario noto anche come Bugat, che una volta infettato il computer attraverso una botnet si inserisce nel browser della vittima per rubare le informazioni, tra cui le credenziali bancarie. Secondo quanto si legge, recentemente l’FBI e le forze dell’ordine britanniche hanno stretto il cerchio contro la botnet Dridex, arrestando una persona accusata di aver utilizzato il malware per infettare migliaia di computer. Dietro il virus, però, si nasconderebbe un gruppo di criminali ben organizzato che è riuscito fino ad oggi a rubare decine di milioni di dollari in tutto il mondo. FBI ed Europol stanno intervenendo azzerando i computer compromessi nel tentativo di fermare la propagazione della botnet. Il malware di solito si propaga attraverso email di phishing che sembrano provenire da fonti accreditate. Se viene aperto l’allegato, infetta il computer. Dridex è anche in grado di auto replicarsi copiando se stesso sulle unità di rete e in locale, e anche su dispositivi come chiavette usb. Così come avviene per la maggior parte degli attacchi informatici di tipo finanziario, anche Dridex cambia le tattiche in corsa. Recentemente, ad esempio, è stato notato che utilizza macro infette nei documenti di Microsoft Office allegati nelle email. Come riportato da Symantec, nel 2014 la famiglia di malware Dridex è stata la terza più grande minaccia finanziaria con circa 29.000 rilevazioni. Un dato tuttavia in diminuzione, con un calo dell’88% rispetto al 2012. Oggi Dridex sembrerebbe rinato nella sua attività, che è ripresa ad aumentare negli ultimi mesi. I criminali dietro Dridex hanno preso di mira molti Paesi: nel 2015 guidano la classifica gli Stati Uniti, seguiti da Giappone e Germania. Un numero significativo di infezioni sono state registrate anche nel Regno Unito, Canada e...

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